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Ravennatense / Ravenna

 

Legatenkonzil; 1128/1129

 

Tra il 1128 e il 1129 si svolse a Ravenna un concilio convocato dal cardinale presbitero Pietro di Santa Anastasia, legato di papa Onorio II. A causa dell’assenza di fonti (non sono pervenuti fino ad oggi atti, decreti, lettere di convocazione o altri documenti), gli storiografi riportano pochissime notizie, rifacendosi per lo più agli Annales del Baronio: Honorius Pontifex misit Petrum presbyterum cardinalem tituli sanctae Anastasiae Ravennam, ubi congregata synodo, deposuit Aquileiensem et Venetiarum partiarchas. Haec in veteri pontificali. Quae autem causa intercesserit horum condemnationis non invenimus. Sulla datazione non si ha unitarietà di pareri: 1130 (Sigonio), 1128 (Baronio, Mansi), 1229 (Kehr). Secondo una lettera riportata nei Monumenta Aquilejensis la data ante quem sarebbe marzo 1129.

Stando al Baronio, i patriarchi di Aquileia, Gherardus de Primiero (1122-1129), e Grado, Ioannes Gradonicus (1105-1130), si erano resi rei di condanna, ma non si menziona il motivo di tale giudizio. Concorda con questo giudizio negativo il vescovo di Salisburgo, Corrado, in una lettera indirizzata ad Ottone vescovo di Bamberga, ma senza specificare i molteplici e gravi misfatti a cui fa riferimento. Altri autori, come Bernardo di Guidone nella Vita Onorii II e Andrea Dandolo nella sua Chronica, affermano che avevano causato uno scisma, ma di quale scisma si tratti non è dato saperlo.

Secondo Sigonio, autore del Historiarum de Regno Italiae, lo scisma in questione sarebbe stato relativo alla contesa in corso in quegli anni per la corona imperiale tra Lotario Suplimburgo e Corrado di Hohenstaufen, quest’ultimo incoronato re d’Italia l’anno precedente ai fatti da Anselmo della Pusterla, vescovo di Milano. Pertanto i patriarchi di Grado e di Aquileia avendo aderito all’operato di Anselmo e appoggiando Corrado contro il candidato papale Lotario, vennero scomunicati.

Seguendo la tesi del Sigonio si giunge così alla conclusione che i concili di Pavia e di Ravenna furono due concili “paralleli” in quanto a contenuto. Forse proprio per la complessità del tema da trattare, Onorio II inviò come legati due cardinali di fiducia: Giovanni da Crema a Pavia e Pietro di Santa Anastasia a Ravenna.

Su questo sinodo nulla sappiamo a proposito dei partecipanti e del luogo in cui si svolse. Possiamo ipotizzare che abbiano preso parte i vescovi suffraganei alle sedi patriarcali di Grado e Aquileia.

In conclusione questo concilio non si deve intendere come un sinodo relativo alla provincia ecclesiastica ravennate, quanto un concilio voluto dal papa per risolvere una problematica riguardante due importanti patriarcati del triveneto, ma convocato a Ravenna per la sua vicinanza geografica alle sedi di Grado ed Aquileia e la fedeltà del suo vescovo Gualtiero alla Sede Apostolica.

 

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QQ: Baronio, Annales Ecclesiastici, XII, 236; Labbe X, 936; Mansi XXI, 375–376; L. A. Muratori, Annali d’Italia, X, Milano 1819, 141; C. Sigonio, Historiarum de regno Italiae, XV, Venezia 1574, 428; B. M. De Rubeis (ed.), Monumenta Ecclesiae Aquilejensis, Venezia 1740, 564; Bernardo di Guidone, Vita Honorii II, in: Nicola d’Aragona, Vitae Pontificum Romanorum, in: RIS III, 1723, 422; Andrea Dandolo, Chronica per extensum descripta aa. 46-1280 d.c., in: E. Pastorello (ed.), RIS XII.1, 1728 (Rep. Zanichelli, Bologna 1938-1958), 235 e 237; IS V, 1119.

 

Lit.: Hefele - Leclercq, V/1, 672; G. D. Gordini, Ravenna (1128), in: DizCon IV (1966) 59; A. Simonini, La chiesa ravennate: splendore e alba di una metropoli, Ravenna 1964, 276–277; P. Paschini, Storia del Friuli I, Udine 1954 1953, 239; P. F. Kehr, Rom und Venedig bis ins XII. Jahrhundert, in: QFIAB 19 (1927) 1-180, qui 124; F. Forlani, I sinodi in Italia tra i pontificati di Onorio II ed Eugenio III (1124-1153), Roma 2019, 67-72.

 

 

Forlani, Filippo