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Troianum / Troia

Päpstliches Konzil; 1127 (11. November)

 

Alessandro di Telese e Romualdo Guarna sono gli unici autori a riportare la notizia del concilio celebrato a Troia l’11 novembre del 1127 da papa Onorio II, il quarto tenutosi nella cittadina pugliese. Eccetto queste cronache coeve, non sono pervenute fino a noi fonti riguardanti questo sinodo, come atti, decreti o lettere di convocazione.

     Onorio II si recò a Troia su invito della popolazione locale e di diversi baroni pugliesi, tra i quali figurano Grimoaldo principe di Bari, Goffredo conte d’Andria, Tancredi conte di Conversano, Ruggieri conte d’Oria, Roberto II principe di Capua e Rainulfo di Alife. Purtroppo le fonti tacciono sia il numero sia i nomi dei vescovi che presero parte al sinodo. In sede conciliare il pontefice scomunicò Ruggero II d’Altavilla, conte di Sicilia, e tutti i suoi complici per aver tentato la conquista del Ducato di Puglia e aver impedito agli arcivescovi siciliani di recarsi a Roma; nella stessa sede concesse indulgenze a chi fosse morto combattendo a fianco della Santa Sede contro il conte e una serie di franchigie al popolo troiano, denominate Privilegium Civitatis Troiae.

     Per comprendere il motivo della convocazione e le risoluzioni di questo concilio, si deve risalire al 28 luglio del 1127, quando il duca di Puglia Guglielmo II d’Altavilla morì senza lasciare eredi diretti. Si aprì una contesa ereditaria tra Boemondo II, procugino del duca e Ruggero II di Altavilla, zio del defunto Guglielmo II. Per ottenere il suo scopo, Ruggero II si insediò a Salerno, riuscendo ad ottenere un giuramento di fedeltà da parte dei suoi cittadini; contestualmente annetté le città di Troia, Melfi e Benevento.

     I cittadini troiani, come rivendicazione della loro libertà, distrussero il castello della città simbolo del potere normanno, richiedendo l’appoggio e la guida del proprio vescovo Guglielmo II il Nor­manno (vescovo dal 1106 al 1141), il quale, a sua volta, chiese l’aiuto di Onorio II per liberarsi dal controllo del nuovo signore e ritornare sotto l’egida del romano pontefice, che avrebbe garantito la necessaria autonomia cittadina. Il papa rispose alla richiesta di aiuto, giungendo a Troia e convocando il concilio.

     Il quarto concilio di Troia ci presenta così una duplice lotta: tra il papato e un suo feudatario, Ruggero II, e tra signore feudale e città. Prima dello scontro, i pontefici avevano intessuto fruttuose relazioni con la casa d’Altavilla. Nel 1089 Urbano II aveva investito Ruggero Borsa del ducato di Puglia e lo stesso fece nel 1114 Pasquale II con Guglielmo II, figlio di Ruggero Borsa. Nel 1118, 1120, 1125 venne rinnovato formalmente il legame vassallatico tra il duca Guglielmo e i successori di Pasquale II. Questi riti d’investitura assicurarono ai pontefici l’aiuto normanno nella lotta contro Enrico V e un’effettiva influenza sulla vita politica e religiosa dell’Italia meridionale.

     Al tempo stesso i pontefici avevano compreso che la loro autorità nel Sud Italia sarebbe dipesa solo evitando il nascere di una signoria troppo forte con la quale sarebbe stato difficile scendere a patti. Per questo motivo Onorio II decise di non accettare la pretesa di Ruggero II di succedere al ducato di Guglielmo: accondiscendendo alla sua richiesta il papato si sarebbe trovato nel Meridione un principe dotato di un territorio molto vasto e con un potere senza precedenti.

     La scomunica lanciata nel concilio di Troia contro Ruggero II va quindi letta alla luce della nuova situazione politica che si stava creando nel Sud Italia. La tensione tra Onorio e il conte di Sicilia si protrasse per poco più di un anno, quando il 22 agosto 1128 Ruggero II giurò fedeltà al Papa, promettendo di rispettare i diritti papali a Benevento e l’indipendenza del principato di Capua. Nonostante questo giuramento, però, Ruggero aveva dimostrato di essere l’uomo forte dell’Italia meridionale, fatto che confermò pochi anni dopo, durante lo scisma causato dalla duplice elezione di Innocenzo II ed Anacleto II.

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QQ: Alessandro di Telese, De’ fatti di Ruggiero Re di Sicilia, in: G. Del Re (ed.), Cronisti e scrittori sincroni Napoletani dalla fondazione della monarchia fino alla venuta di Carlo di Borbone, Napoli 1844, 93–94; Romualdo Guarna, Annales, in: ibid., 6–7; Id., Annales, MGH SS XIX, 419; Mansi XXI, 357–358; Falcone di Benevento, Chronicon Beneventanum, in: Chronicon Beneventanum. Città e feudi nell’Italia dei Normanni, a cura di E. D’Angelo, Firenze 1998, 86–89, [1127.3.1-6].

Lit.: Hefele / Leclercq, vol. 5/1, 667–668; F. Caraffa, Troia (1127), in: DizCon 5 (1966) 415; S. Cerrini, Onorio II, in: EdP 2 (2000) 257–258; P. Aquilino, I Concili di Troia: la primavera religiosa della Civitas Troiana, Foggia 2015, 65–81; F. Forlani, I sinodi in Italia tra i pontificati di Onorio II ed Eugenio III (1124-1153), Roma 2019, 40–44.

 

Forlani, Filippo